Giovani e Lavoro, notizie dalla Banca d'Italia

Sarebbe troppo facile polemizzare con le incaute affermazioni del Ministro Tremonti sui giovani italiani lazzaroni che certi lavori non li vogliono più fare e li lasciano in eredità ai giovani immigrati. Sarebbe una polemica fuorviante, alimentata ad arte, da chi teme di trovarsi a discutere di dati reali anziché di fanfaluche.
I dati reali ce li fornisce il Bollettino Economico della Banca d’Italia e non necessitano di particolari,dotte interpretazioni. Il titolo di presentazione è di per sé indicativo:”L’occupazione non riparte”. Il seguito è pure peggiore e parla di una crisi che ha lasciato sul campo 650 mila posti di lavoro e che ha come unico dato di vitalità un aumento del 24% del lavoro interinale e del 5,4% dei contratti di collaborazione ed a tempo determinato. La BI parla esplicitamente di “processo di sostituzione”. Lavoro “buono”, solo in parte, sostituito da “lavoro cattivo”. Lavoro stabile, sostituito da lavoro precario, per lo più giovane. Non sono deduzioni mie, scrive il Bollettino:”sono rimaste estremamente contenute le assunzioni a tempo determinato e le trasformazioni dei contratti a termine in posizioni permanenti”. La balla che da precario si passi a stabile si rivela per quello che è, cioè una balla che Sacconi e compagnia ci hanno propinato. Il lavoro è essenzialmente precario, con bassi salari e nessuna tutela. Continua la flessione nell’industria -2,4% pari a 159 mila occupati. Cresce l’occupazione femminile nei servizi alla persona, soprattutto quella straniera, leggi badanti, che è legata all’invecchiamento della popolazione ed alla fatiscenza dei pubblici servizi di assistenza.
Cresce invece la disoccupazione giovanile, soprattutto nella fascia sino a 25 anni, – 4% pari a 51 mila unità.
Aumenta il tempo in cui si rimane disoccupati. Coloro che sono in cerca di un lavoro da oltre un anno sono il 7,4% in più.
Questo è il succo, per chi volesse saperne di più trova il Bollettino su internet e si può sbizzarrire.
Lo dico anche per i parlamentari che, tra un voto e l’altro sulla giustizia ingiusta, potrebbero apprendere cose interessanti sulla realtà del Paese da loro(s)governato.

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2011/bolleco64

By Renato Forte