Metterci la faccia

Viene un momento della propria esistenza, a trent’ anni belli che suonati, in cui si decide di metterci la faccia. Non per uno spot pubblicitario, e nemmeno per essere taggati in qualche fotografia digitale. Si tratta di Politica, e in particolare delle elezioni di Torino del 15 e 16 Maggio prossimi. Ho deciso di candidarmi alle elezioni per il consiglio della circoscrizione 8, San Salvario-Borgo Po-Cavoretto, e lo faccio da indipendente nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà. Penso infatti, che dopo una decade spesa dentro ai movimenti, sia necessario uno scatto in avanti, un salto di qualità. Sento di farlo perchè in questo quartiere ci vivo, e ne vedo tutte le potenzialità e le problematiche. Un quartiere che ha cambiato faccia negli ultimi anni, un luogo di forte e complessa interazione tra migranti e autoctoni, dove molte associazioni hanno trovato spazio per portare avanti i loro progetti culturali, ambientali, e diretti a costruire quella integrazione tra diversi che oggi è tanto minacciata dalle politiche governative. Un quartiere-esperimento, dove la cooperazione tra istituzioni e mondo associativo ha creato le basi per una fruizione della cultura e dell’arte realmente alla portata di tutti, dove i progetti dei singoli e dei gruppi possano trovare uno spazio per essere promossi e realizzati. San Salvario soprattutto, è anche luogo di vitalità notturna, grazie ai locali e ai circoli Arci che quotidianamente offrono musica e performance di vario tipo  a costi limitati.

Tutto questo deve continuare a vivere, e ad essere migliorato. Il quartiere è una comunità dinamica, che vive tutte le contraddizioni della società moderna. Va aiutato a mantenere questo carattere multietnico e variopinto, e necessita di interventi in termini di nuova mobilità e di urbanistica, a cominciare dalla pedonalizzazione di alcune aree. E poi, perchè non iniziare la pratica della raccolta di rifiuti porta a porta, incentivando la differenziata ? Immagino questo quartiere come un luogo dove le competenze e gli interessi dei singoli convergano in un progetto di mutualismo comunitario, dove le realtà che si occupano di sociale, di educazione, di ambiente possano cooperare e integrare sempre più persone di diversa provenienza, senza arroccarsi in posizioni autoreferenziali. Ed è giunto il momento, per le istituzioni locali, di riconoscere il valore incredibile che questo tessuto associativo porta nel quartiere. E’ un sogno utopico ?

In parte lo è, ma è la forza che ci mantiene in vita e ci fa camminare. In realtà penso che sia l’unica strada che possa portarci via dalle secche dell’egoismo nazional-popolare e da questo imbarbarimento delle esistenze quotidiane. L’Italia è un paese che attraversa una grave crisi etica e culturale e dall’alto suonano la grancassa dell’egoismo e dell’arrivismo personale. Fosse per loro ne usciremmo ciascuno sulla propria strada, calpestando diritti e escludendo il diverso. Questo pensiero unico va smontato, ed è per questo motivo che voglio metterci la faccia e lavorare con tutti quelli che sono impegnati da tempo a diffondere i valori della solidarietà, dell’uguaglianza, del rispetto per il bene comune. Nessuno, in realtà, basta a sè stesso a questo mondo. Il nostro paese, la nostra città, sono un vero Bene Comune. E il nostro quartiere è il primo microcosmo di Bene Comune da salvaguardare e innovare.

Diego Acampora