l'87% dell'energia italiana è contro i diritti umani

Da piemonteinformato.it, un articolo di Paolo Morelli sulla serata “La storia di Chernobyl 25 anni dopo”.

Nell’ambito della bagarre sul nucleare, che il Governo sta dichiaratamente tentando di sedare sospendendo il programma energetico che prevede il ritorno all’atomo per far saltare il referendum, è passato in secondo piano un anniversario: quello di Chernobyl. Ieri cadevano i 25 anni dal disastro ucraino ora superato, in gravità, dall’incidente di Fukushima. Ci hanno pensato Michele Curto e Gennaro Migliore, insieme a Vanda Bonardo, responsabile ambiente di Sinistra Ecologia e Libertà, a ricordarlo ieri sera, con un incontro presso il circolo Artintown di via Berthollet a Torino. Sono intervenuti anche Monica Frassoni, co-presidente del partito dei Verdi Europei, Massimo Bonfatti, presidente di Mondoincammino, e Fabio Dovana di Legambiente.

«Quando ho iniziato a far politica – spiegava Gennaro Migliore, della segreteria nazionale di SEL – pensavo al nucleare, per questo mi iscrissi a Fisica dove però trovai moltissimi antinuclearisti. Imparai che anche la teoria più difficile può essere spiegata a chi non la conosce, altrimenti è inutile. Per lungo tempo il nucleare è stato una scatola nera. Viene chiesto alla gente di fidarsi, ma possiamo fidarci della Tepco (società che gestisce il nucleare giapponese, ndr) che ha detto bugie sulla reale entità dell’incidente di Fukushima?». L’accento viene posto sulla tendenza mediatica a sminuire un evento catastrofico di cui ancora si ignorano i reali effetti. «Quello che importa al nostro Governo è fare affari. L’importante, per Berlusconi, è far partire i lavori».

Michele Curto, candidato indipendente SEL al consiglio comunale di Torino, ha aggiunto qualche dettaglio: «L’87% dell’energia italiana non rispetta i diritti umani. L’Eni estrae gas in Nigeria con la pratica del gas-flaming, che è vietato e produce il 15% di gas serra. Estrae in Kazakhstan, vende in parte a Kazan Gas, che a sua volta vende all’Ucraina che smista a otto società europee tra cui Fimigas, di cui è socio Vito Ciancimino». Giri un po’ troppo strani. Altra curiosità, il rappresentante Eni a Mosca è diventato cittadino russo. Sono dati che aggrediscono le orecchie e la coscienza, difficili da interpretare, ma che danno l’idea di quanto poco si sappia della politica energetica. Ha chiosato Curto: «Nel 2011 il consumo di energia nelle città ha raggiunto il 70% del totale, significa che in tutte le Torino del mondo possiamo applicare politiche energetiche diverse, pluralizzando le fonti di energia e, ad esempio, incentivando il trasporto pubblico. Il berlusconismo è schiavo del sistema energetico, è vero, ma la sinistra ha un rapporto perverso con le lobby dei costruttori, noi dobbiamo trasformare l’urbanistica in un sistema di vivibilità». E se si pensa alla variante 200 del Piano regolatore torinese, non si può che riconoscere un deficit di chiarezza nella politica urbanistica cittadina.