Diario di guerra e dintorni 12

Ieri, presi dalla frenesia del conflitto, ci siamo autobombardati.
Guidava il caccia l’intrepido Silvio, l’obiettivo era il perfido Sarko, purtroppo ci sono stati gravi danni collaterali. Le bombe sono piovute sulle nostre linee. Acciaccato Bossi, disperso Maroni, affondato Tremonti. Finita la guerra. La Francia ha molti più immigrati di noi e se s’inquieta per gli sconfinamenti un po’ ha ragione. Scriviamo una bella lettera per rivedere Schengen (tempo previsto almeno 5 anni). Uniamoci in guerra. Noi non siamo contro il libero mercato, per cui Lactalis, che, guarda caso, proprio ieri ha presentato la sua OPA per Parmalat, risulta ben accetta.
Restava una questione che riguardava il nucleare, nel quale francesi e americani sono assai interessati. Potevamo perdere l’occasione? Non l’abbiamo persa. Tranquillo Sarko, stiamo solo prendendo tempo per gabbare quei babbioni di italiani che si sono spaventati di Fukuscima. Poi, passata la paura, edificheremo anche noi delle belle centrali.
Ciliegina sulla torta: noi spareremo bombe di precisionissima, quelle che fanno i baffi alle mosche, non bombe a casaccio come stanno facendo gli altri.
Repubblica, con eccessivo fair play, titola di un presidente Zelig, a me pare più un incipiente Alzheimer, ma non sono medico, potrei sbagliare.
La manfrina leghista sulla guerra è del tutto ipocrita, in guerra ci siamo già, è ladro tanto chi ruba che colui che tiene il sacco della refurtiva e noi di sacchi ne abbiamo a iosa.
Finirà come tutti i penultimatum di Bossi, in una nuvola di fumo del suo sigaro Garibaldi.
Intanto a Misurata si continua a morire, Gheddafi è sempre più ingombrante, i russi straparlano ed i volenterosi si riuniranno a Roma il 5 maggio (ei fu…).
Un’idea degna di questo nome per uscirne?
In Siria procede l’escalation del regime contro i manifestanti,disarmati, ieri si sono visti anche carri armati e cannoni.
Dera’a, segnatevi questo nome, rischia di essere un’altra Misurata. I cittadini chiedono aiuto al mondo contro un regime che li isola, li sequestra, li ammazza.
Il mondo tace, perchè ha paura, ha paura di cosa significherebbe per tutta l’area la destabilizzazione della Siria. Assad lo sa e se ne approfitta o non sa come reggere all’urto delle forze armate e delle polizie segrete contrarie a qualsiasi apertura.
Obama minaccia sanzioni.
Saranno in grado di fermare le pallottole?
By Renato Forte