Fassino Sindaco: 48 ore per la giunta

Piero Fassino si insedia nella Sala Rossa di Palazzo Civico e fa sapere chiaramente che la giunta “non è un organo di partito” pertanto le competenze di coloro che andranno a completare l’undici di partenza della giunta, verranno scelti in base a criteri quali l’esperienza  professionale, la provenienza dalla società civile – un riferimento che non può che significare un sostanziale benvenuto a chi di società civile si è occupato per almeno dieci anni – e, vale la pena sottolinearlo in quanto il principio del fifty-fifty ha per definizione – almeno in questo caso – una natura discriminatoria, il sesso. Cioè più quote rosa per tutti.

Sembra davvero che Fassino punti a promuovere una giunta avveduta ed originale. Se è vero che il capitale umano, sul quale il neo sindaco vuole puntare per trasformare Torino e magari la politica italiana, è la nostra risorsa più concreta, dobbiamo solo augurarci che alle parole faccia seguito la concretezza delle azioni. Tra quatantotto ore lo sapremo con certezza.

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Diario di guerra e (forse) di pace

Non cambia sostanzialmente la situazione in Libia,malgrado altisonanti proclami Gheddafi è in forte difficoltà appare abbacchiato,ha la stessa faccia di Gasparri dopo i risultati di Milano. I suoi fidi, almeno quelli che possono, scappano a gambe levate. Purtroppo questo non ferma gli spari e le bombe cioè a dire i morti ed i feriti.
Non cambia, se non con un di più di protervia la situazione siriana e gli appelli alla ragionevolezza dell’occidente scivolano come acqua sui vetri. Assad è tetragono, o forse prigioniero del sistema creato da suo padre. Comunque anche ieri dopo la preghiera si è sparato e si sono contate le solite decine di morti sull’asfalto. Si preannunciano sanzioni ulteriori, ma con risultati assai scarsi, per non dire nulli.
Obama ha parlato di Medio Oriente, meno male, finalmente, schierando l’America a fianco di chi lotta per la democrazia, ma con alcune vistose dimenticanze.
Nell’elenco delle richieste ai dittatori di andarsene manca la famiglia regnante Saudita ed i loro sottopancia del Baharein. Che vorrà dire?
Ma le sue parole hanno creato molto malumore in Israele ed il premier Netanyahu se ne è molto risentito. Ha fatto male, non ha capito che il discorso di Obama e le sue proposte sono l’unico modo per non finire nel nodo scorsoio delle Nazioni Unite che si sta preparando il prossimo settembre all’ Assemblea Generale.
In quell’ Assemblea Abu Mazen chiederà il riconoscimento formale della Palestina ed otterrà la maggioranza dei voti probabilmente spaccando l’occidente compreso qualche grande paese europeo.
A quel punto l’ America di Obama si vedrà costretta ad opporre il veto, vanificando le aperture politiche verso il “nuovo”Medio Oriente. Un bel pasticcio.
La politica d’Israele nei confronti delle rivolte dei gelsomini è stata patetica nel suo assurdo conservatorismo. Meglio dittatori alla Mubarak o alla Assad, dei rischi di una democratizzazione che non si sa dove andrà a parare. Senza contare che Israele capitalizza,di fronte agli USA ed all’occidente in generale il fatto di essere l’unica democrazia dell’area (il che è assolutamente vero, sia pure con vistose manchevolezze, stranamente non rimarcate, quale il preponderante ruolo “politico” dell’esercito che in ogni sana democrazia riposa nelle caserme e se osa sporgere fuori il capino viene solennemente bastonato come merita). Se non fosse più solo il suo peso sarebbe, almeno da questo lato, fortemente ridimensionato.
Ora dire, come ha fatto Obama, che si deve discutere a partire dai confini del 1967 significa dire che ogni insediamento posteriore non può considerarsi acquisito. Ha anche aggiunto, essendo un realista, che si può discutere e trattare su “scambi”, ma il significato non muta di molto: sempre deve trattarsi di accordi e non di colpi di mano.
E’ una politica imposta dai mutamenti dell’area e dalla opportunità per l’America di riconquistare un qualche credito che Bush jr ha dilapidato con incosciente imbecillità.
Israele, il cui diritto alla esistenza deve essere assolutamente garantito, se ne faccia una ragione, smetta una politica di pura potenza, prenda atto dei cambiamenti e si avvii ad un negoziato serio per la creazione del famoso due popoli e due stati. Possibilmente in pace fra loro.
L’alternativa non è per lui favorevole,almeno sin che resta Obama, o l’irrilevanza emergente o nuove guerre in vista che, dopo l’ultima esperienza libanese, mettono i brividi ai suoi stessi cittadini.

PS qui sono ripresi gli sbarchi,con gran disdoro della Lega che la chiama invasione e teme ritorsioni ed attacchi politici. La risposta è molto più semplice. Ce la fornisce il sociologo Domenico De Masi con dati non smentibili :un abitante dell’Africa sub-Sahariana riceve un sussidio annuo di 8 $, una mucca da latte europea ne riceve uno da 913 $. Meditiamo.

L'esperienza continua!

Per ringraziare tutti gli elettori e i nostri sostenitori abbiamo deciso di fare un’ultima edizione del Domani.
Con questo giornale abbiamo voluto raccontarvi la campagna elettorale e dire la nostra sui risultati del voto.
Proprio perchè crediamo fortemente che sia necessario dare continuità alla nostra esperienza e proseguire a lavorare tutti insieme vi diamo appuntamento a Lunedì 23 all’Art in Town in via Berthollet 25/f dalle ore 21 in avanti per fare il punto tutti insieme su queste elezioni e decidere come andare avanti a lavorare.
Sarà anche il momento in cui trovarsi tutti quanti e festeggiare il risultato ottenuto.

Nel frattempo godetevi l’ultimo Domani!!! DOMANI4

2225 Grazie!!!

Grazie a tutti, 2225 grazie!
Michele è stato eletto, primo come numero di preferenze in SEL a Torino e in Italia.
Questo bellissimo risultato lo dobbiamo a tutti voi, a tutti i sostenitori, a tutti i volontari, a tutti i collaboratori che si sono impegnati nella notte, nei ritagli di tempo, prendendo ferie da lavoro, sacrificando i propri week end e mettendo a disposizione la propria professionalità e il proprio lavoro.
Grazie a tutti i cittadini che hanno deciso di riconoscersi nel progetto politico di Sinistra Ecologia e Libertà e nell’idea di candidati che decidono di mettere al servizio della città le proprie esperienze e competenze.
Ora non resta che continuare a lavorare, a parlare di temi e contenuti, a costruire dialogo e relazione e consolidare quei ponti tra la politica e la società civile che abbiamo cominciato a costruire.
Grazie di cuore a tutti voi.

Lettera aperta di Renato Forte

Pensavo piovesse ed invece ha grandinato.
Non avevo dubbi sul buon risultato di Michele, ma quello raggiunto è stupefacente (aggettivo,prego).
Ci sarà tempo e modo domani di analizzare i risultati elettorali.
Oggi voglio solo dire che un simile risultato è il frutto di buone idee, umile approccio, ma, soprattutto di lavoro, di ottimo lavoro fatto in questi mesi.
Se fossimo alla peggio tv direi : ”ed ora fatevi un applauso”, come un bravo presentatore qualunque.
Invece dico facciamo un brindisi di pausa.
Non con champagne da Santanchè o con vini barricati per fighetti.
Riempiamo il bicchiere di una buona barbera, il fante dei vini piemontesi.
Pistapauta e scaccia nebbie lo chiamava Paolo Monelli.
E il cielo sa quanto sia indispensabile tenere i piedi per terra e scrutare un orizzonte che appena si intravvede al di là delle brume.
La navigazione continua.

Perché voto Michele – di Renato Forte

Le elezioni dovrebbero rappresentare una verifica dello stato della democrazia in un paese.
Domandiamoci qual è lo stato della democrazia in questo paese. La risposta è sconfortante.
E non solo perchè durante il periodo elettorale ci si mette d’impegno per dare il peggio, ma perchè si è smarrito il senso del confronto delle idee.
Poiché faccio politica da una vita ricordo le piazze piene ai comizi di De Gasperi, di Togliatti o di Pietro Nenni. Comizi infuocati, ideologici, retorici, ma fatti di ragionamenti, di visioni, di prospettive e di speranze. Gli insulti banditi ed i congiuntivi al loro posto. Oggi ci occupiamo del puzzo dei corpi forse per oscurare il puzzo delle menti, degli scarsi pensieri e delle assenti idee.
Oggi usiamo parole come “cancro” e “metastasi” che non sono, come hanno scritto in molti, parole terribili. Sono parole dolenti. Parole da ospedale, non da tribunale. Parole che escono da teste vuote, riempite dall’aria che entra da bocche sempre aperte a dichiarazioni inesistenti.
Bene, ecco un primo motivo d’orgoglio: nella campagna per le primarie ed in questa per le comunali noi ci siamo distinti. Fermi nei principi,ma con allegria. Un’ arancia ed un sorriso. Non è poco.
Ma non poteva che essere così. I componenti di questo eterogeneo gruppo non vengono da polverose segreterie di partito, vengono dal lavoro reale. Si sono confrontati con la storia passata dei campi di concentramento e con la storia presente dei campi rom. Si sono schierati con i lavoratori al referendum di Mirafiori e con gli immigrati dei barconi gettati allo sbaraglio nella città. Lavorano per la legalità ed i diritti in modo concreto.
Michele è figlio e padre di questa storia, se la porta attaccata addosso perchè è la sua storia.
Michele è giovane ed io considero questo dato anagrafico un di più significativo.
Viviamo in un paese vecchio con vistosi tratti di giovanilismo. Il giovanilismo è orrendo, perchè è un inganno non verso gli altri, ma verso noi stessi. Nulla è più penoso dell’ “en travesti” di questi vecchi malvissuti che difendono il loro potere in tutti i campi.
Ecco un altro buon motivo per votare Michele, abbiamo bisogno (sottolineo bisogno) di un ricambio generazionale, che gli uomini di questo tempo sostituiscano gli uomini del tempo andato.
Non sono particolarmente tenero con i giovani, anzi. Molte volte la loro assenza o per meglio dire la loro ignavia mi fa seriamente incazzare: il paradiso lo conquistano gli audaci, non quelli che abbaiano alla luna. Ma so che il mondo che noi gli stiamo lasciando non è un bel mondo. Per dirla con Gaber la mia generazione ha perso e quella sconfitta si riverbera pesantemente sui figli.
I giovani, anche quelli che mi fanno incazzare, hanno molte attenuanti, ma hanno anche il dovere di provarci e riprovarci ancora. Vale anche per i meno giovani, a cominciare da chi scrive.
Le elezioni sono un momento di responsabilità ed il comportamento di tutti deve essere analizzato impietosamente. Il cosiddetto politically correct non c’entra un tubo, la democrazia nemmeno.
Sono conscio di addentrarmi in un discorso pericoloso,che i partiti per captatio benevolentiae non faranno mai, ma io sono stufo di ipocrisie e se la gente vota “come i lazzaroni” gli va detto senza infingimenti. Nella bella manifestazione delle donne il cartello di una ragazza mi ha particolarmente colpito, diceva semplicemente “bastava non votarlo” (e tutti sappiamo a chi si riferiva). Ecco in questo risiede la responsabilità individuale. Dopo le lamentele, i piagnistei ed i rimorsi sono latrati alla luna. Chi avrà ottenuto più voti sarà legittimato a governare, punto e gli altri ciccia.
Anche per questo non è giusto, politicamente giusto, eccedere nei distinguo. La politica è un complesso di mediazioni, che non sono l’alienazione delle proprie idee, ma il farle convivere e difendere in un contesto più ampio. Operazione difficile,ma non impossibile.
Credo che Michele sia un’occasione.
Non perdiamola.

15 – 16 Maggio vota SEL e scrivi Curto!!!

Siamo arrivati alla fine della campagna elettorale.

E’ stata intensa, è stata appassionante e crediamo di essere riusciti ad essere freschi, innovativi e sinceri.
Crediamo di essere riusciti ad affrontare e discutere tanti temi che interessano ai cittadini. Nonostante la maggior parte dei politici “di professione” ci avesse sconsigliato di investire tempo e risorse su questi argomenti perché “non portano voti” siamo stati tra i pochi ad organizzare serate di discussione tematiche sull’ambiente, sulla trasparenza, sul sociale, sull’Europa, sul lavoro, tutti ingredienti importanti per il futuro della nostra città.

Abbiamo inventato il Giornale e il Tg del “Domani” perché il futuro va immaginato e costruito.

Abbiamo supportato le candidature di tante ragazze e ragazzi sui territori delle circoscrizioni. Persone vere che daranno ai loro quartieri competenza e passione.
Questo perché crediamo in un’altra politica, quella in cui sono le idee a fare la differenza.

C’è un Italia migliore:
Domenica e lunedì vai a votare con passione, convinzione ed entusiasmo Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola e scrivi CURTO sulla scheda azzurra per il consiglio comunale.

Il TG di Domani!!

Finalmente è arrivato. Non è un sogno. E’ il Tg di Domani!



Dopo 3 edizioni del giornale di Domani abbiamo deciso di regalarci e regalarvi anche un TG di domani.
Abbiamo chiesto ad alcuni amici di giocare con noi, di giocare ad immaginarsi protagonisti di un cambiamento che vogliamo.
Nello perfetto stile di Domani non pura fantasia fine a se stessa ma solide idee presentate come future realtà!!!!



Un ringraziamento speciale va a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione del TG, in particolare, Alfonso, Valentina e Stefano.

Precariamente

Un incontro per riflettere sul mondo del precariato e dei diritti dei lavoratori.

Mercoledì 11 Maggio alle ore 20 presso la Fabbrica delle E in cs. Trapani 91/b

Intervengono:
Federico Bellono, segretario provinciale FIOM
Fabio Fochi, ex rappresentante sindacale SEAT
Roberto Valerio, rappresentante lavoratori Agile – ex Eutelia
Margherita Paoletta, lavoratrice in un call center

Rispondono:
Michele Curto, candidato indipendente Sinistra Ecologia e Libertà
Monica Frassoni, copresidente dei Verdi Europei

Michele Curto tra i giovani leader europei

L’edizione di maggio del magazine online dello Youth European Forum – un network europeo di consigli nazionali giovanili ed organizzazioni impegnate nella sensibilizzazione e nel coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali – contiene un interessante inserto sui giovani leader in ascesa in Europa a firma di Tena Prelec,  impegnati nella partecipazione attiva, in tutti i campi, e quindi esemplari rispetto allo straordinario potenziale delle risorse umane più fresche e preziose di qualunque società: i giovani stessi. Certo, qui si parla di under 40. Quattro per la precisione, selezionati tra i 27 paesi membri dell’Unione Europea. Sidonia Jędrzejewska, 35 anni, deputata presso il Parlamento Europeo. Julien Bayou, 30 anni, fondatore di Generation Precaire e Jeudi Noir. Britta Heidemann, 28 anni, schermitrice e non solo. Michele Curto, 30 anni, candidato a Sindaco di Torino.

L’importanza del percorso di Michele assume quindi una dimensione continentale, suscitando quell’attenzione e considerazione che tra i confini nazionali è vista come l’ingresso di un’altro contendente nell’agone – o agonia – politico mentre a livello europeo assume l’importanza di una tendenza che si fa concreta nella volontà di affidare alla creatività ed all’impegno degli under 40 il compito di tracciare nuove traiettorie politiche, dove il cambiamento non è visto come una striminzita concessione bensì come un ingrediente naturale e necessario del sistema democratico.

Per accedere al magazine online e leggere l’intero servizio di Tena Prelec, giovane giornalista di caratura europea: Yo! Magazine