Danni collaterali

Devo davvero sforzarmi per scrivere con lucidità di questo strano primo maggio.
La giornata di domenica inizia con le foto di una casa sventrata, Saif al Arab, il figlio più giovane di Gheddafi è rimasto ucciso nell’esplosione insieme a sua moglie e ai suoi tre figli, bambini sotto i 3 anni.
La bomba intelligente deve aver sbagliato indirizzo o forse orario dell’appuntamento.
Non so se Saif abbia avuto o meno ruoli nel governo del paese, di sicuro sua moglie e ancor più sicuramente i suoi 3 figli piccoli no.
Quale prezzo è accettabile? Qual è il limite massimo di errori per avere la sufficienza ?
Dopo una settimana che sembrava riportarci in un’epoca decisamente lontana, quasi mediovale, tra il reali matrimoni e beatificazione di santi, la guerra ci riporta alla dura realtà o forse ci conferma il ritorno ad un clima da anno mille.
Stamattina l’ultima delle notizie, una squadra speciale americana ha scovato e ucciso Bin Laden in Pakistan. Un’operazione d’Intelligence, coronamento di 10 anni di guerre, la vendetta dopo l’11 settembre è un piatto che gli americani stanno gustando molto freddo.
Perchè di vendetta si tratta, un’operazione clandestina nel cuore del Pakistan, un’uccisione che tutti si aspettavano.
Tom Clancy, uno scrittore americano decisamente conservatore, negli anni dopo l’11 settembre scrisse una serie di romanzi di fantapolitica in cui un’america attaccata da terroristi e governi canaglia applicava la “Dottrina Ryan” ovvero l’uccisione diretta dei leader dei paesi ritenuti responsabili degli attacchi.. Chi poteva immaginarsi che la “Dottrina Ryan” sarebbe diventata la “Dottrina Obama”.
Lungi da me versare lacrime sul cadavere di un’assassino, responsabile non solo della morte di migliaia di persone ma anche corresponsabile, insieme a G. W. Bush, dell’esplosione del famigerato “conflitto di civiltà”, ma trattasi di omicidio, in questo caso particolare di omicidio di stato.
So di essere stato forse confuso ma questa settimana è stata confusa, mi sento di chiudere con alcuni versi del poeta De Andrè, dal testamento di Tito:

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.



By Roberto Forte