Vertigini – Ex Bertone, l'ultima frontiera

I vertici. E’ sempre un problema di vertici. Anche alla ex Bertone. Lo diceva Euclide, lo ripete la Marcegaglia; ma lei tende, invece di risolvere il problema, a strumentalizzarlo leggermente. In virtù di una supposta divisione tra la base ed il gotha della FIOM.

Se sia vero  o no lo sapremo tra poche settimane quando la fiducia al consiglio di fabbrica, richiesta dal consiglio stesso, dovrà essere rinnovata. Certo l’esempio delle altre rsu sindacali non ha contribuito ne a rafforzare il fronte del No ne a proteggere quel che rimane di chi all’estrema difesa ci crede e quindi non voterà un’intesa costituzionalmente illegittima.

L’unica cosa certa è che fin’ora per il SI si sono espressi 886 lavoratori su 1011. Una percentuale altina per continuare ad opporre una resistenza concreta, almeno per R. Bonanni, leader CIGL. La mediazione, insomma, fosse per le altre sigle sindacali sarebbe già fallita con buona pace degli oltranzisti. Ma a forza di mediare ci si è dimenticati che gli operai, che non mediano ma lavorano, di fronte ad un soffocamento, al ricatto di un’umiliante garrota, vedono quei 550 milioni per costruire una macchina che non potranno mai acquistare, come del resto chi scrive,  non come un investimento – peraltro non confermato – ma come la spesa della settimana, la scuola calcio del figlio, i libri di scuola della figlia, i denti della moglie, l’abbonamento a sky, la scarpa lucida per il matrimonio della sorella, la rata. Insomma, lasciato solo e senza poter contare più su quei diritti faticosamente conquistati dalle passate generazioni, oggi, per questo animale occidentale in estinzione, l’operaio dell’ultima frontiera, il SI non diventa solamente la soluzione più allettante. Rischia di diventare l’unica.

per approfondire: Vertenza Ex Bertone di P.Griseri su Repubblica.it