la fuga dei talenti

Dal blog “La fuga dei Talenti”, pubblichiamo il commento ad una recente ricerca che rivela che l’89% dei professionisti italiani sarebbero disposti a trasferirsi all’estero causa migliori condizioni di lavoro. Non soltanto espatrio dei giovani in cerca di lavoro insomma, ma anche di adulti che si chiedono quanto valga la pena di rimanere: il risultato è un progressivo impoverimento del “capitale umano” italiano.

Va assolutamente segnalata l’ultima ricerca dell’agenzia di selezione Kelly Services: 89 intervistati su 100, tra chi in Italia un lavoro già ce l’ha, sarebbero disposto a trasferirsi lontano dalla propria città di residenza o nascita, per svolgere il loro lavoro “ideale”. Siamo dodici punti sopra la media mondiale, dietro solo ad Indonesia, Messico, Malesia e Thailandia. Davanti addirittura al Portogallo e all’Irlanda.

Il combinato di chi vuole cambiare Stato e/o Continente registra un 33% tra i lavoratori italiani intervistati: oltre la metà di loro si trasferirebbe in Europa (54%), il 24% in Nord America. Uno su tre si trasferirebbe per meno di un anno, il 31% fino a tre anni.

Sul perché si va via, il 38% degli intervistati italiani (secondi in Europa solo alla Polonia…) definiscono la propria condizione di lavoro come “non canonica“. Ben riassume il Direttore Generale di Kelly Services Italia, Stefano Giorgetti: “tra i dati più significativi emersi dall’indagine c’è sicuramente l’alta percentuale di lavoratori di età compresa tra i 30 e i 47 anni, e pertanto con posizioni, responsabilità e competenze ben sviluppate, che si dichiarano possibilisti rispetto all’eventualità di un trasferimento all’estero. Ben tre professionisti su dieci, infatti, sarebbero pronti a rinunciare al Belpaese per cogliere migliori opportunità di carriera. Un dato che dovrebbe far riflettere imprenditori e responsabili HR, soprattutto in relazione al rischio di un impoverimento delle competenze manageriali disponibili nel nostro Paese e di un conseguente ritardo nella ripresa e nello sviluppo sia a livello di singole aziende, sia a livello di sistema-Italia“.

Parole da soppesare con attenzione, quelle di Giorgetti: l’impoverimento di capitale umano è sotto gli occhi di tutti…

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