Una fatwa per Nichi

Libera Chiesa in libero Stato. Un principio che deve essere rispettato sempre, foss’anche in un paese come l’Italia, che nel proprio ventre custodisce i confini del più piccolo ( ma anche tra i più ricchi) stato del mondo. Finchè parliamo di Chiesa, cristiano-cattolica, tutti hanno più o meno le proprie opinioni ed idee, non chiare in molti casi anche se forse è meglio che non averne. Ma quando è l’Imam della seconda moschea più grande d’Italia a creare il caso? “Non votate Nichi Vendola perchè e omosessuale” A questo nemmeno il Vaticano, almeno ufficialmente, lontano dai microfoni e senza fare nomi, era mai arrivato.

Questa “fatwa” ha quindi motivazioni circostanziate ancorchè discriminatorie, in un paese laico, dove il voto – espressione di democrazia – non deve tenere conto di convinzioni religiose, sesso o inclinazioni sessuali. Certo, sono solo regole. Certo esse rischiano continuamente di essere violate. Ma è evidente che anche i dirigenti della comunità musulmana hanno capito come sfruttarle a proprio favore. Cooptare voti facendo leva sulla sudditanza psicologica del fedele-votante è un gioco vecchio ma buono per tutte le stagioni e, sembrerebbe, per qualsiasi confessione religiosa.

per maggiori approfondimenti leggi l’articolo su repubblica.it