1478 e molti altri Grazie!!!

La nostra nave corsara ha vinto le primarie: questa è una vittoria che ben prima che mia è dei militanti di sinistra ecologia e libertà, dei compagni e delle compagne che ogni giorno lavorano sul territorio e di tutti gli amici e le persone che hanno creduto e che credono in questo percorso.
Un pensiero va a Marco Grimaldi, il mio avversario, sconfitto ma non vinto, perchè questo non è stato scontro fra persone ma contesa di idee.
Da domani si ricomincia insieme a camminare, perchè abbiamo un Paese da provare a sollevare insieme, non posso farlo da solo dobbiamo costruire il cambiamento passo dopo passo, collettivamente, quotidianamente.
Non credo ci si debba illudere di poter portare un facile cambiamento, continuando a triturare le parole nel marketing della politica.
Non ci si può però nemmeno arrendere, cercare come scorciatoia alla faticosa ricostruzione di senso in politica, l’abbandono del campo, il ritiro a vita privata.
Dobbiamo coltivare speranza, costruire reti umane ed ideali, ma anche poggiarle sulla difesa di diritti in discussione e la conquista di quelli negati.
Da oggi, grazie a tutti voi c’è una piccola nave corsara che è pronta a salpare, ma per navigare e per dare battaglia servono i marinai e l’equipaggio, dobbiamo avere la capacità di spiegare le vele e tenere ben saldo il timone.

Grazie a tutti, stiamo pronti, si prende il mare…

Ecco i risultati!!!

Si è da poco concluso lo spoglio dei 35 seggi della provincia di Torino per le primarie di Seinistra Ecologia Libertà.

I votanti sono stati 2999.

Qui di seguito i riusultati dei primi due classificati per ogni urna. Scaricate qui il PDF con tutti i risultati definitivi.

Camera Uomini
Michele Curto 1.478
Marco Grimaldi 1.163

Camera Donne
Carla Mattioli 1.053
Francesca Gruppi 898

I dati del senato si riferiscono alla sola provincia di Torino. il dato complessivo verrà fornito dalla Federazione Regionale.

Senato Uomini
Giuseppe Accalai 891
Luigi Spinelli 542

Senato Donne
Elena Chinaglia 745
Mariachiara Acciarini 726

Il mio impegno è oggi

Perché il futuro è di chi lo sa immaginare

Caro amico,
Stiamo già correndo, ma credo anche che durante una corsa si debba avere la capacità di riflettere.
Per questo ho voluto scriverti.
Possiamo esserci incontrati in uno dei crocevia della nostra vita, in treno verso i campi di sterminio di Auschiwtz Birkenau, sulle strade di Torino ad occuparci di migranti e rifugiati, ai margini del consiglio comunale, davanti ad una fabbrica, in un luogo di lavoro nel mio impegno in Sinistra Ecologia e Libertà. O forse mi conosci attraverso le parole e gli sguardi di qualcun altro.
Come sai sono un partigiano, uno di parte, ho sempre scelto senza ritrosie, credendo che ci voglia il coraggio di schierarsi, l’ho fatto spesso in modo scomodo al fianco dei più deboli e dei più fragili.
Credo nella giustizia sociale, che porta a dire che o i diritti son per tutti o per ricavare i privilegi per qualcuno ci sarà sempre un ultimo posto da assegnare.
Così anche oggi scelgo, guardo al mio paese e mi chiedo come possa essere diventato così lontano da esso il luogo che per primo dovrebbe rappresentarlo: il parlamento.
Nell’incontrare tante volte i partigiani in questi anni, quelli veri, mi ha sempre impressionato il loro racconto di come è nata la nostra costituzione.
Dopo un conflitto 556 uomini e donne votati dal 84% di un paese devastato da un conflitto mondiale prima e da una guerra civile poi, scrivevano un documento straordinario, quasi una poesia civile.
In quella costituzione c’è anche un programma politico per le generazioni future: sul lavoro e i suoi diritti, la tutela dei beni comuni, il welfare, i diritti di tutte e tutti.
Sono passati anni, ed invece di realizzare quel programma ed aggiornarlo con nuovi diritti, come quelli dei nuovi cittadini immigrati e dei loro bambini nati in Italia, delle coppie omosessuali e del loro sacrosanto diritto ad amare, della tutela ambientale, stiamo regredendo tradendo quella carta ed il suo spirito.
Questo perché quell’aula, il parlamento, più che rappresentativa di un paese che già fa fatica, è una rappresentazione spesso farsesca ed immorale.
Dobbiamo riconquistare quel luogo, riportarci dentro il paese reale.
Rappresentanti, che garantiscano con le loro storie ed il loro impegno.
Persone che però siano nuovamente scelte da chi devono rappresentare, in questo le primarie di domenica sono un’opportunità, seppur precaria e certamente imperfetta.
Sono consigliere comunale da 2 anni, sfidai a viso aperto il mio sindaco Piero Fassino, dicendo chiaramente cosa pensavo, che Torino avesse bisogno di un nuova generazione, di una sinistra coerente con la propria storia, ma in grado di farla camminare su gambe nuove.
Lo feci orgoglioso delle mie origini operaie, in un momento in cui Torino veniva dilaniata dal referendum di Mirafiori, o meglio dal ricatto di Marchionne
L’ho fatto in una città di sinistra, dove però spesso i suoi rappresentanti sono rimasti seduti a proprio agio nei salotti, dimenticando il disagio degli esclusi e la delega che li aveva portati lì: la contesa con il privilegio.
Oggi non posso non guardare all’Italia e alla sinistra di questo paese: ancora una volta in bilico fra cooptazione dei poteri forti e marginalità.
Non credo ci si debba illudere, ne illudere di poter portare un facile cambiamento, continuando a triturare le parole nel marketing della politica.
Non ci si può però nemmeno arrendere, cercare come scorciatoia alla faticosa ricostruzione di senso in politica, l’abbandono del campo, il ritiro a vita privata.
Dobbiamo coltivare speranza, costruire reti umane ed ideali, ma anche poggiarle sulla difesa di diritti in discussione e la conquista di quelli negati.
Questo si può ottenere solo governando anche nei momenti più difficili, ma sapendo bene per chi lo si fa e quanto è essenziale la partita.
Il ritorno della sinistra in parlamento non può essere la scialuppa di salvataggio per ex di qualcosa, ma deve essere una nave corsara.
La crisi ci è entrata in casa, sconvolge le nostre vite, ci toglie il fiato, per questo dobbiamo fare in fretta.
I livelli di disoccupazione, i numeri del precariato giovanile, non sono riempitivi da Tg ma sono un bollettino di guerra.
Stiamo parlando di una contesa impari, con forze che trovano la legittimazione negli interessi del finanza mondiale, e su un terreno di gioco impervio, l’Italia post (neanche tanto) berlusconiana.
Dobbiamo guadagnare giorno per giorno con gli strumenti della prossimità e della cooperazione i rapporti di forza che questa sfida richiede.
Questo è il nostro impegno.
Queste sono le ragioni per le quali mi sono candidato alle primarie di Sinistra Ecologia e Libertà di domenica.
Un cassaintegrato giorni fa mi ha dato il senso della sfida, “io ti sostengo” mi ha detto, “perché sei uno che non fa tappezzeria”.
Non sono il solo, siamo già in tanti e dovremmo diventare di più.
Con me si candidano persone vere con la schiena dritta: Nicoletta Cerrato, Carla Mattioli, Valeria Torrazza alla camera, Giuseppe Accalai, Giorgio Canal, Marina Castellano, Elena Chinaglia al senato.
Ti chiedo di riprenderti il diritto a scegliere e ti chiedo di sceglierci.
Potrai farlo Domenica 30 dicembre dalle 8.00 alle 20.00 in diversi punti della Provincia di Torino che troverai sul sito www.seltorino.info
Più di tutto però ti chiedo di partecipare tutto l’anno, di non pensare che questa sia una delega in bianco, ma una scelta di campo.

Chi mi sceglierà saprà che i miei impegni saranno:

1) non voterò mai un governo tecnico
2) Non voterò mai un intervento di guerra e lavorerò per la riduzione degli armamenti e delle spese militari
3) Non voterò mai uno scudo fiscale o una legge ad personam
4) Non voterò mai a favore del Tav perchè l’ambiente ha un valore e non un prezzo.
5) Non voterò mai per l’abrogazione dell’Art. 18.

1)Lavorerò per la difesa del lavoro e dei lavoratori, per una legge sulla rappresentanza sindacale, contro il precariato
2) Lavorerò per una legge sui matrimoni omosessuali e una legge contro l’omofobia.
3) Lavorerò per leggi sempre più efficaci su corruzione ed evasione fiscale
4) Lavorerò per un testo unico sulla legislazione antimafia
5) Lavorerò per una legge contro il razzismo, per il diritto all’asilo e per la cittadinanza dei bambini nati sul territorio italiano.

L’ascensore

Ma in politica si sale o si scende? Ma lo sponsor delle imminenti elezioni sarà la OTIS?
Quesiti brucianti. La verità è che se sei citrullo prima resti citrullo anche dopo il laticlavio, anche se al tuo riverito nome puoi aggiungere il prefisso “onorevole”.
Dunque Monti ha preso l’ascensore, vedremo dove arriverà,se vorrà uscire o se resterà barricato.
Ci ha gratificato di un’agenda e resta a guardare l’effetto che fa.
Io l’ho letta e ci ho capito poco, ma il poco che ho capito non mi ha convinto.
Non esistono destra e sinistra (ma questa non è una novità, la destra lo ripete da anni) esiste il centro, appeso probabilmente, ed esistono i “moderati”, meglio se radicali. Conoscendo i moderati italiani è una contraddizione in termini,anzi una espressione inesistente, come parlare di un coniglio spettinato.
La realtà è che questa agenda rimastica asserzioni trite e rimanda a tempi non controllabili.
L’uscita dalla crisi ha lo stesso valore di una previsione Maya.
Se faremo i bravi, se faremo “i compiti a casa” che ci ha assegnato la maestra Merkel, se sopporteremo qualche altra picconata al welfare, allora ci si spalancherà un futuro radioso e chi nel frattempo sarà caduto entrerà nel panteon dei sacrificati.
Ha un bel tentare di camuffarsi con specchietti per allodole l’agenda è la riproposizione del più vieto
liberismo: finanze sane, non importa a quale prezzo, futuro radioso.
Chi scrive SA che non è così e non perchè appartiene ad un’altra corrente di pensiero economico,ma perchè queste politiche le ha viste fallire nei decenni precedenti in molti paesi in via di sviluppo.
Dall’Argentina alla Tailandia, dal Perù alla vicina Grecia le ha viste fallire miseramente queste politiche del “reajuste”. Sino alla farsa della Banca Mondiale che ha dovuto sospendere un giro tra i governi per spiegare la ricetta indonesiana nel momento in cui le piazze di quel paese erano occupate da gente infuriata che chiedeva nient’altro che pane. Ha visto, ad esempio in Cile, le botteghe piene di merce e gli occhi della gente che poteva solo guardarle da fuori.
No ,l’idea del mercato supremo auto-regolatore ha prodotto solo disastri.
Né regge l’idea di stati europei concentrati sul fiscal compact mentre all’Europa viene delegato lo sviluppo? Con quali soldi Mr. Monti? Con i tagli di bilancio all’ Unione? Gli USA si possono permettere questo perchè al bilancio federale va il 23% del totale non l’1 scarso come da noi.
E siamo sicuri che siano dei buoni europeisti gli attuali governanti che gestiscono un miserabile status quo e dei cattivi europeisti quelli che criticano perchè vogliono più poteri democratici da affidare a Bruxelles. E’ più europeista la Merkel o l’ex ministro degli esteri Fischer che afferma:”iI paesi ed i popoli degli stati membri non possono più sopportare il peso dell’austerità senza crescita” e sollecita immediate misure in nome di quella unione che la politica degli ultimi tempi mette in seria discussione?
Di tutto questo non vi è quasi nulla nella agenda Monti forse perchè lui e molti altri dirigenti che allignano nel PPE,ma non solo, sono sostanzialmente degli europeisti sì,ma moderati in tempi in cui occorre essere europeisti estremisti. Richiedere e pretendere un cambio di passo radicale, non piccolo cabotaggio.
Dice Monti che Vendola ha idee che erano nobili in passato,ma che oggi sono deleterie, perchè conservatrici, mentre lui ed i suoi adepti sono moderni. E lo stesso giudizio adombra per la CGIL.
Qui la cantonata è drammatica. Vendola, Camusso, Landini, ma persino parte del Movimento 5 stelle(non Grillo, che recita sempre più stancamente un copione già logoro) pongono all’attenzione generale questioni che intersecano la sofferenza sociale con i diritti e la democrazia.
Sono un termometro,non la malattia. Buttare via il termometro perchè si ha paura di scoprirsi la febbre non è essere moderati, ma imbecilli.

PS
A Torino un buon termometro è stato, in questi mesi, Michele Curto sia nelle vesti di consigliere che in quelle di segretario di un partito immaginario come Sel provinciale. Io domenica lo voto. Fatelo anche voi. Pour donner une chance à la vie.

Renato Forte

Nicoletta Cerrato Video

Come si vota

Quando si vota?

Il 30 Dicembre 2012 dalle ore 8 alle ore 20

Chi può votare?

Tutti gli iscritti alle primarie Italia Bene Comune (25 novembre 2012) e gli iscritti a SEL, muniti esclusivamente di documento d’identità, che firmino un’appello pubblico per il voto a SEL.

Quanto costa?

Al momento del voto verrà richiesta una sottoscrizione, NON obbligatoria, di 1 euro per la copertura delle spese sostenute.

Come si vota?

Ogni elettore riceverà 4 schede su cui potrà apporre una sola preferenza:
Una scheda per la Camera dei Deputati per le candidate donne.
Una scheda per la Camera dei Deputati per i candidati uomini.
Una scheda per Il Senato della Repubblica per le candidate donne.
Una scheda per Il Senato della Repubblica per i candidati uomini.

Dove si può votare?

I seggi saranno suddivisi per comune/circoscrizione di residenza, per cui ogni elettore deve verificare in quale comune/circoscrizione è residente e andare nel seggio collegato.

Nella città di Torino sarà allestito un seggio per ogni circoscrizione
TORINO – CIRC. 1 Via Matteo Pescatore 7, Antico Macello
TORINO – CIRC. 2 Corso Orbassano 200, Parco Rignon, sala del Custode
TORINO – CIRC. 3 Via Millio 20
TORINO – CIRC. 4 Via Balme 27 D
TORINO – CIRC. 5 Piazza Stampalia 85
TORINO – CIRC. 6 Via Cervino 0
TORINO – CIRC. 7 Via degli Artisti 12BIS, Palestra Club 32
TORINO – CIRC. 8 Via Principe Tommaso 18, Circolo SEL TO SUD
TORINO – CIRC. 9 Via Millefonti 6, CAF
TORINO – CIRC. 10 Via Pomaretto 4 A

Sulla provincia di Torino allestiremo dei seggi in ogni comune possibile e comunicheremo gli accorpamenti tra i comuni.
Al momento questi sono i seggi disponibili. Scaricate qui i seggi con gli accorpamenti dei comuni.

In Provincia
In Provincia
AIRASCA Via Stazione 31, Centro Polivalente
ALPIGNANO Corso Torino 17, Circolo SEL
AVIGLIANA Piazza Conte Rosso
BALANGERO Via Primo Maggio, Centro Spandre
BORGARO TORINESE Piazza Europa 2, Sede PRO LOCO
BRUINO Piazza del Municipio
BUSSOLENO Strada Torino, Dopolavoro ferroviario
BUTTIGLIERA ALTA via Rocciamelone 12 frazione Ferriera
CANDIOLO Via Roma 12 – Centro Incontro
CARMAGNOLA Piazza Mazzini
CHIERI Via della Conceria 2 Sala della Conceria
CHIVASSO Piazza Alberto Dalla Chiesa 5
COLLEGNO via Bendini 11, Circolo Aurora (secondo piano)
GRUGLIASCO Piazza Matteotti
IVREA Corso Botta 30, Centro Culturale La Serra
MONCALIERI Via Praciosa 11, Circolo Dravelli
NICHELINO Via San Francesco d’Assisi 56
OULX Piazza Granbois, fianco ufficio turistico
PINEROLO Corso Torino 52, gazebo sotto i portici
RIVALTA di TORINO Piazza Martiri 2 Biblioteca
SETTIMO TORINESE Via Astegiano 10
SUSA Piazzetta Rana
TORRE PELLICE Via Garibaldi 10
VALPERGA Via Matteotti 19 (Municipio)
VENARIA REALE 1 centro Iqbal (quartiere Altessano, quartiere Rigola, Quartire Gallo Prile)
VENARIA REALE 2 Via IV novembre 21, (centro storico, quartiere Saldo d’acquisto)

Carla Mattioli

Mattioli

Candidata per la Camera

57 anni, valsusina e insegnante, due dei titoli più belli del mondo.

Sono stata Sindaca di Avigliana per 10 anni e ho dimostrato che la politica è buona e onesta amministrazione. Ho lasciato un Comune senza debiti, ho abbassato le tasse facendole pagare a tutti.

Ho investito in scuole nuove, asili nido, case popolari.
Ho recuperato i tesori d’arte del centro storico e investito in cultura
Ho difeso la mia valle dalla follia dell’Alta velocità e strenuamente il mio ospedale, indispensabile per . curare gli anziani e soprattutto chi vive vicino alle montagne.
Ho difeso il mio splendido territorio dalla speculazione edilizia con un piano regolatore per riqualificare il costruito per una città viva e vivibile.
Ho favorito il radicamento delle realtà industriali e produttive della città, che vanta la più ampia zona industriale della Valle.
Ho investito in ambiente, difesa idrogeologica del territorio, energie alternative e risparmio energetico.

Credo che i partiti debbano ascoltare la gente e ho dato vita, per le elezioni del nuovo sindaco, ad un comitato elettorale prima di tutto di cittadini impegnati per il bene della città, e non di impositive segreterie di partito.
Questa è la concreta esperienza che intendo mettere a disposizione per un’Italia nuova, per un nuovo modello di sviluppo che noi valsusini abbiamo iniziato a creare come popolo del sì, e non del no.
Lavoro, ambiente, scuola, cultura sono le parole chiave per un’ Italia che ha donne e uomini per ripartire dall’onestà, dall’esperienza, dalla passione e da una schiena dritta che, come quella dei montanari, si piega solo per amare la terra che coltivano.

M moltiplicato 3

In questi ultimi tempi leggendo articoli ed ascoltando discussioni mi sono accorto di essere assalito da una sorta di malinconia, un senso di già visto, un fastidio visivo ed auditivo inspiegabile.
Ma ieri ho finalmente capito cos’era questo malessere. Ieri quando Monti ha parlato a Melfi tra i sorrisi di Marchionne, le smorfiette di Elkan e la compagnia di giro di generali e cardinali
plaudenti. Ho tirato un sospiro di sollievo, non stavo cadendo in depressione, ma era solo tristezza nel vedere riapparire la vecchia democristianitudine, la malattia di cui cui questo paese non si sa liberare, la stessa che avevo avvertito alla grande riunione romana di Montezemolo.
Difficile spiegare ai più giovani,che non l’hanno vissuta,che cos’è la democristianitudine. Il vecchio Fortebraccio diceva che i partiti erano come i pacchetti di caramelle che facevano bella mostra sui banconi dei tabaccai suddivisi per gusti. Ti potevi comprare il limone, la menta, il ribes, potenza della democrazia, ma se non avevi una preferenza precisa, ti compravi il pacchetto tuttigusti. Quello era la democristianitudine. Non scegliere, non farsi nemici, stare con Cesare e Dio insieme. Ovviamente a proprio esclusivo beneficio. Monti da ieri è palesemente e dichiaratamente uno e trino. Le altre personalità che lo compongono sono Montezemolo e Marchionne e non chiedetemi chi è il figlio e chi lo spirito santo perchè non lo so.
Nella definizione di peccato non vi sono solo pensieri, parole ed opere, ma anche le omissioni.
Nel libro “La democrazia in Europa” scritto da Monti con la deputata europea Goulard non vi è nessuna menzione del Trattato di Lisbona, probabilmente considerato una sinecura. Come la Carta dei diritti sottoscritta nel 2007 e pienamente recepita nel trattato.
Forse per questo ha accettato l’invito di Marchionne a Melfi mentre fuori c’era la Fiom. Forse per questo Marchionne l’ha invitato. Forse è per “marchionnizzare” l’Italia che Montezemolo gli fa ponti d’oro nella sua lista. E pure gli fa gioco che Berlusconi, nei panni del nano Bagonghi, imperversi nelle televisioni con i tratti dell’ Alzheimer conclamato, facendo crescere la sua statura di politico “moderato”. E pure puzza la sceneggiata del PPE, partito di maggioranza in Europa non indenne da colpe gravi sulla gestione della crisi economica. Severissimo contro la Grecia, che certamente ha imbrogliato i conti (la maggior parte con al governo Nuova Democrazia, membro del
PPE stesso), ma silente contro Victor Orban (vicepresidente PPE) che nel suo paese, l’Ungheria, fa
strame di diritti e libertà. Ma tant’è. L’ Europa lo vuole, i moderati (chi sono?) lo vogliono, Montezemolo lo agogna, Marchionne lo loda pubblicamente. Da oltretevere non sono ancora arrivati a dire che anche Dio lo vuole, ma poco ci manca (del resto sull’ IMU alla chiesa è andato con mano leggera assai).
Più modestamente Bersani dice che, subito dopo le elezioni, si parleranno, non potranno fare a meno di parlarsi.
Nel frattempo, per fine anno, si scambieranno le agende?

Renato Forte

Nicoletta Cerrato

Cerrato

Candidata per la Camera

Sono nata a Torino il 16/5/1957 e abito a Rivalta di Torino dal 1968.
Sono Presidente e Direttore Tecnico di una Società Cooperativa di ricerca archeologica. Nel 2007 ho lavorato come assessore alla cultura, ai giovani, alle biblioteche e alla pace nel Comune di Rivalta. Dal 2009 al 2011 sono stata Vicesindaco. Nel 2012 sono stata candidata sindaco di una coalizione tutta di sinistra raggiungendo il 13,5% delle preferenze (terza forza sul territorio).

Nel governo della mia città ho creato un metodo di lavoro incentrato sull’etica del servizio pubblico e sul dialogo, lavorando con impegno assiduo ed ho raggiunto risultati riconosciuti anche dai miei avversari politici.

Credo nella legalità, nella solidarietà e nella responsabilità nei confronti dei cittadini; sono convinta che tutti gli elementi di governo siano complementari: la cultura, i giovani, l‘economia si compenetrano con i temi del lavoro, dell’urbanistica, dell’ambiente, della casa.
Credo soprattutto che gli ultimi non debbano restare sempre ultimi.

4 cose che non farò mai:
1) vendermi e rubare
2) offendere l’intelligenza dei cittadini
3) sostenere le grandi opere inutili
4) svilire le istituzioni

4 cose che farò
1) Partecipare le mie scelte
2) Sostenere le pari opportunità
3) Promuovere una nuova “cultura della cultura”
4) Riportare la tutela del lavoro e dei lavoratori al Centro della politica

Giuseppe Accalai

giuseppe_accalai

Candidato per il Senato

Sono da tutti conosciuto come Jose ho 56 anni sono nato in Sardegna e vissuto fin da bambino ad Alpignano. La mia vita professionale è sempre stata divisa a metà tra la fabbrica e l’aeroporto di Torino. Negli ultimi anni in mobilità e poi per mesi esodato ora da gennaio sarò pensionato, la mia vita politica e’ stata sempre a Sinistra, ho ricoperto a carica di Sindaco della mia Città dal 91 al 2003 ho aderito a Sel fin dalla sua nascita e dall’ultimo congresso provinciale sono coordinatore del circolo di Alpignano dove Sel ha ottenuto importanti risultati, primo fra tutti vincere le ultime elezioni amministrative e assumendo la responsabilità assoluta del governo della città, altro risultato importante si è ottenuto alle recenti primarie dove Nichi ha ottenuto il 30% dei consensi.
Con la mia candidatura voglio dare il mio contributo per un ritorno della Sinistra in Parlamento in modo da contrastare le politiche liberiste che in questi anni hanno peggiorato le condizioni di vita dei lavoratori