Riprendiamoci la politica

Care amiche e cari amici,
la campagna elettorale è cominciata, dobbiamo avere la capacità di interpretarne lo spirito e gli obbiettivi senza però perdere mai di vista lo scopo ultimo del nostro agire politico. Ovvero la costruzione di comunità che contaminino e pervadano la politica per provare a cambiarla, per farla tornare ad essere un vero motore di cambiamento in primo luogo sociale, e per arginare la deriva che negli ultimi anni ha portato la classe politica e i cittadini a costruire un rapporto di semplice teleutenza.
La cosiddetta classe dirigente impiega sempre più forze nel calcolo dello share rispetto ad idee e posizioni, mentre i cittadini sempre di più, si rapportano con la politica come con la televisione, se non mi piace cambio canale o addirittura spengo.
La politica deve tornare ad essere di nostra proprietà, se la si vuole cambiare la si deve partecipare e quando qualcosa non funziona bisogna rimboccarsi le maniche e aggiustarla. Solo così potremmo sperare di riprendere in mano le redini della crescita culturale e sociale del nostro paese.
Dobbiamo avere la capacità di rimettere al centro i temi fondamentali per il nostro paese, l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro dice la nostra Costituzione, la democrazia e il lavoro sono un binomio indissolubile; senza un chiaro e netto cambio di direzione sulle politiche economiche e sul mercato del lavoro il paese rischia di proseguire una spirale negativa che mette passo passo in crisi tutto il sistema di diritti, tutele e garanzie che lo stato deve dare ai cittadini. Altro tema imprescindibile è quello della tutela del territorio e dell’ambiente, la nostra ricchezza più grande. Non capire oggi che il consumo indiscriminato del suolo è un’ipoteca sul futuro economico e sociale del nostro paese è estremamente grave.
Non ultimo il tema dei diritti, profondamente legato con il tema del lavoro e il tema dell’ambiente. Dobbiamo inaugurare una stagione politica in cui i diritti di tutti e per tutti siano l’unica pietra di paragone per orientare le scelte economiche e politiche.
Per affrontare questa sfida non servono nuovi politici, servono nuove comunità politiche, nuove reti e nuovi organismi in grado di lasciarsi attraversare, contaminare e cambiare, serve un nuovo rapporto tra politica e cittadini.
Per queste ragioni il mio percorso politico passerà attraverso la prossima campagna elettorale, ma non si ferma li, il 24 di febbraio sarà una data importante, ma una data che costituirà un inizio, o meglio la prosecuzione di un percorso senza soluzione di continuità.
Non voglio passare il prossimo mese tra un appuntamento e l’altro a prender voti, voglio poter passare i prossimi 40 giorni a dissodare un terreno, a seminare con cura e pazienza, a proteggere ed a irrigare perché dal giorno dopo, al termine di questa competizione elettorale, dobbiamo avere la capacità di proseguire il nostro lavoro di lenta, ma inesorabile erosione del vecchio sistema politico.
Per questo e per ripartire insieme incontriamoci Martedì 22 in federazione in Lungo Dora Savona 2 a Torino alle ore 20,45.

A presto!!!