Emergenza casa

L’emergenza abitativa è uno dei nodi fondamentali da affrontare con il prossimo governo. Assistiamo, ormai in tante città d’Italia, non ultima Torino, ad un progressivo deteriorarsi della situazione.
Il morso della crisi si scarica costantemente sulle fasce più deboli e lo fa in mille modi diversi. Gli investimenti per l’edilizia popolare sono in crollo costante ormai da anni, e da anni noi lo denunciamo.
Questo non provoca solo gravi disagi alle persone che vivono in stabili vecchi e fatiscenti, che devono attendere anni prima di vedersi assegnata l’abitazione di cui hanno diritto, ma di fatto segnala l’ennesimo ritirarsi della politica e del pubblico dal controllo del mercato.
L’Italia investe nell’edilizia popolare meno dell’1% del PIL contro l’oltre 3% di Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi, il 3% di Francia, Austria e Germania. In questi paesi l’effetto benefico degli investimenti è duplice, da un lato una migliore offerta di welfare per i cittadini, dall’altro un controllo maggiore sul mercato e sulla speculazione sugli affitti. Appare chiaro anche ai non economisti che se ci sono più alloggi popolari, vivibili e ben gestiti il mercato degli affitti sarà più controllato.
Questa situazione, già di partenza pessima, si sta di giorno in giorno aggravando, l’introduzione dell’IMU così impostata, si sta scaricando quasi interamente sugli affittuari e non sui proprietari, la disoccupazione e la cassa integrazione stanno mettendo in ginocchio migliaia di famiglie che ora si trovano sotto sfratto o addirittura già senza casa. Tutto ciò viene ulteriormente aggravato dalla stretta che gli istituti di credito hanno imposto sui mutui per l’acquisto.
Oggi abbiamo bisogno di rilanciare una politica strutturale sul tema abitativo, da un lato dobbiamo dare risposte rapide ed efficaci per contrastare l’emergenza costruendo fondi speciali di sostegno all’affitto per le fasce più deboli a rischio sfratto, e al contempo mettere a disposizione subito spazi abitativi per chi ha già perso l’alloggio. A Torino, ad esempio, ci sono diverse strutture militari in disuso, già attrezzate come foresterie, che potrebbero da subito ospitare centinaia di nuclei famigliari, usiamole! Ecco la mia intervista rilasciata a Repubblica oggi.
Al contempo bisogna far partire subito un piano di investimenti sull’edilizia popolare recuperando le risorse dal mercato degli alloggi sfitti. A Torino ci sono 50 mila alloggi vuoti, introduciamo un’addizionale IMU per le case sfitte e al contempo costruiamo un sistema di sgravi progressivi per chi, invece, accetta di affittare a prezzi convenzionati per le fasce più deboli. Cerchiamo di mettere assieme le diverse difficoltà delle persone per crearne un valore aggiunto. Chi eredita una piccola casa non deve certamente essere subissato di tasse, ma deve mettere a disposizione della collettività quella risorsa. Chi invece di case ne ha decine deve essere costretto a fare la sua parte per il benessere della città.