Crisi e occupazione

Distratti da promesse ballerine tipo ti tolgo l’IMU, io l’IRAP, abbasso l’IRPEF, io ci aggiungo un orologio a cucù e via sproloquiando, rischiamo di perdere il senso di ciò che sta veramente accadendo a livello internazionale.
Le crisi comportano sempre una guerra senza quartiere tra le economie per la ridefinizione dei campi di influenza e gli assetti di potere. E’ ciò che sta accadendo anche oggi ed il campo di battaglia è il tasso di cambio tra le maggiori monete.
L’ America, e per lei la Federal Reserve, tiene a zero il tasso ufficiale proclamando che non lo toccherà finchè la disoccupazione non scenderà al 6,5% (ora è circa all’8). Non contento Bernanke continua a creare liquidità e credito facile pompando nell’economia USA 85 miliardi di Dollari ogni mese.
Il Giappone, altro grande malato, dichiara addirittura di voler creare inflazione e segue le orme dell’ America. Risultato, il cambio dell’ euro contro dollaro e contro yen alle stelle. Oggi il $ è quotato 1,34 euro. Siamo fortissimi? Piano con gli entusiasmi.
La scorsa settimana Morgan Stanley ha pubblicato uno studio che non ha avuto l’attenzione che si merita. Parla delle differenze di competitività all’interno dell’eurozona. Cioè per spiegare, magari banalizzando, quanto sono appetibili i nostri prodotti in relazione al prezzo internazionale determinato dal cambio. Si scoprono differenze quasi abissali. La Germania resterebbe competitiva anche con un cambio dell’ euro a 1,53 sul dollaro, certo acciaccata, ma competitiva. La Francia solo se il cambio si riducesse a 1,26. L’Italia solo a 1,19 potrebbe pensare di ritornare in gioco con i suoi prodotti. Stiamo combattendo con un braccio legato dietro la schiena.
Questa è una, non l’unica certo, ma non la meno importante ragione della crisi produttiva che va direttamente a incidere sulla crisi occupazionale.
Domanda facile. Perchè la BCE non si comporta come la FED, la consorella giapponese o la Banca Centrale della piccola Svizzera? Perchè non si stampa moneta al fine di abbassare il valore dell’ euro?
Risposta altrettanto facile perchè nello statuto della BCE vi è quale compito principale la stabilità dei prezzi, cioè la lotta all’inflazione che non c’è, mentre nello statuto della FED al primo posto della sua mission vi è la promozione del pieno impiego.
E’ inverno, nevica, fa freddo.
A Bruxelles ed a Berlino i custodi dell’ortodossia economica e finanziaria sono in letargo.
Per piacere, non fate rumore.
Renato Forte