Welfare e Diritto allo Studio

Il welfare è il Punto di riferimento culturale e politico, nella crisi economica non accettiamo che nessuno rimanga indietro. La sanità così tanto penalizzata e smantellata dalla giunta Cota ha bisogno di grandi riforme e di una inversione di tendenza. Bisogna smettere di associarla ai soli costi e abbinarla invece ai risparmi, di sofferenza, di emarginazione, di inabilità, di solitudine. Per questo occorre partire dalla centralità della persona e dai percorsi da garantire nella prevenzione, nella cura, nella stabilizzazione.

La sanità va innovata e digitalizzata, bisogna garantire tecnologie sempre all’avanguardia ma anche un ricambio del personale e il superamento del precariato fra gli operatori.

Ma il Welfare è anche diritto alla casa, c’è bisogno di un piano che preveda 0 Consumo di suolo nei prossimi 5 anni. Dobbiamo partire riqualificando il patrimonio immobiliare pubblico del demanio militare e civile mettendolo al servizio dei cittadini. Dobbiamo costruire politiche su larga scala che promuovano il Co – housing e la costruzione di comunità sociali. Dobbiamo proporre una legge regionale sull’Autorecupero e l’Autocostruzione che consentano di generare economie positive e che rafforzino gli interventi sociali sul tema abitativo.

Dobbiamo considerare Welfare anche il DIRITTO ALLO STUDIO. Una Regione che non sostenga il diritto allo studio manca ad una delle sue maggiori responsabilità. Dobbiamo costruire un sistema che deve offrire a tutti le stesse opportunità: qui più che su altri temi occorre una netta inversione di tendenza, in rapporto agli studenti e alle istituzioni universitarie, garantendo non solo il dovuto ovvero i fondi negati agli idonei dalla giunta Cota, ma anche risorse aggiuntive per master universitari e percorsi post-laurea. Scommettendo sui talenti piemontesi e creando le condizioni perchè le loro intelligenze possano restare sul territorio.

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