biografia

La sua storia

Michele Curto ha 33 anni, torinese nato da una famiglia di emigrati dalla Campania. Il papà, Andrea, è un pensionato delle Acciaierie Teksid. La mamma, Olimpia, lavora alle Poste. Comincia nel movimento studentesco, prima come rappresentante del liceo Volta e poi fondando il coordinamento studentesco. Rappresentante degli studenti presso il Genova Social Forum, da vita con altri al Comitato Torino Contro la Guerra. Attivo nei movimenti ambientalisti promuove la creazione del Comitato di “Largo Respiro”, da sempre contrario all’alta velocità, partecipa da subito alle iniziative del Movimento in Val di Susa. Nel 2001 fonda l’associazione Terra del Fuoco, di cui è stato il presidente quasi 10 anni. Da una sua idea prende vita il Treno della Memoria, un percorso educativo che ad oggi ha permesso a oltre 20.000 giovani di tutta Italia di visitare i campi di Auschwitz e Birkenau. Dall’estate del 2007 al 2010 è referente dell’area europea di LIBERA e responsabile del tavolo nazionale contro il razzismo e per il monitoraggio dei CIE. Nel 2008 fonda FLARE, la prima rete europea impegnata nella lotta al crimine organizzato di cui è stato Presidente, portando la legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi a Bruxelles e in diversi paesi Europei. Da ricordare le missioni a difesa dei diritti umani nel 2005 in Cecenia e Ossezia, nel 2006 in Libano durante la guerra e poi alle elezioni Bielorusse contro il dittatore Lukashenko, nel 2008 a Gaza e in Palestina con la Tavola della Pace, nel 2009 in Georgia nel conflitto con la Russia.

Per 3 anni è assessore, indipendente, presso il Comune di Borgaro Torinese. Nel 2007, di fronte a quello che considerava un caso di scorretto rapporto fra amministrazione pubblica e interesse privato all’interno della Giunta, fa un passo indietro e rinuncia all’assessorato. Per 4 anni ha vissuto al “Dado” di Settimo Torinese, una comunità dove coabitano italiani, famiglie ROM e rifugiati politici, perchè “il disagio va abitato”

Dal maggio 2011 consigliere comunale a Torino e Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà. Spesso definito “La spina nel fianco” di Piero Fassino si è distinto per le tante battaglie condotte sulla legalità e la trasparenza delle nomine e degli affidamenti diretti che hanno portato al “Caso Martina”, per le battaglie a fianco di tanti lavoratori e precari, a partire dai lavoratori dello CSEA, sul diritto alla casa da Torino 0 Gradi e Nessuno sotto Zero all’uso delle caserme per l’emergenza abitativa, sulla difesa della scuola pubblica, degli asili nido e delle scuole dell’infanzia.