36 anni, torinese nato da una famiglia di emigrati dalla Campania. Il papà, Andrea, è un pensionato delle Acciaierie Teksid. La mamma, Olimpia, lavora alle Poste. Comincia nel movimento studentesco, prima come rappresentante del liceo Volta e poi fondando il coordinamento studentesco. Rappresentante degli studenti presso il Genova Social Forum nel 2001, da vita con altri al Comitato Torino Contro la Guerra. Nel 2001 fonda l’associazione Terra del Fuoco, di cui è stato il presidente 10 anni. Da una sua idea prende vita il Treno della Memoria, un percorso educativo che ad oggi ha permesso a oltre 30.000 giovani di tutta Italia di visitare i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Dall’estate del 2007 al 2010 è referente dell’area europea di LIBERA, l’associazione italiana contro le mafie di Don Luigi Ciotti, nel 2008 fonda FLARE, la prima rete europea impegnata nella lotta al crimine organizzato di cui è stato Presidente, portando la legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi a Bruxelles e in diversi paesi Europei. Per 4 anni ha vissuto al “Dado” di Settimo Torinese, una comunità dove coabitano italiani, famiglie ROM e rifugiati politici, perché “il disagio va abitato”.
Da sempre contrario alla costruzione del TAV è attivista del movimento contro l’alta velocità Torino-Lione.
Dal maggio 2011 consigliere comunale indipendente a Torino e Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà. Spesso definito “La spina nel fianco” di Piero Fassino si è distinto per le tante battaglie condotte sulla legalità e la trasparenza delle nomine nelle partecipate e degli affidamenti diretti, ottiene la Commissione di inchiesta sul fallimento fraudolento dello CSEA. Riconosciuto per le battaglie a fianco di tanti lavoratori e precari, in particolare sugli educatori ed educatrici dei nidi e della materne, sul servizio per le bambine ed i bambini, il costo è la qualità delle mense scolastiche. Molto ha proposto per il diritto alla casa: da Torino 0 Gradi e Nessuno sotto Zero (aumento dei posti nei dormitori e i servizi a bassa soglia nei mesi invernali), al fondo salvasfratti, all’uso delle caserme per l’emergenza abitativa, ad un fondo per le morosità incolpevoli per le bollette della luce e del riscaldamento (Torino 0 Freddo). Nel 2014 insieme a molti giovani occupa pacificamente la Caserma di via Asti svenduta dal Demanio alla Cassa Depositi e Prestiti. Luogo simbolo di Torino (lì venivano torturati e fucilati i partigiani dai repubblichini) in pochi mesi questa struttura abbandonata per 20 anni grazie all’azione di Michele e del Comitato di Via Asti, viene ridonata alla città: prende così vita una mensa gratuita aperta tutti i giorni che serve migliaia di pasti cucinati da volontari con cibo regalato da cittadini torinesi, l’unica aula studio aperta 24 ore su 24 della Città, servizi di accoglienza, spazi di socialità. I partigiani Torinesi ed in particolare l’Avvocato ultra novantenne Bruno Segre che era stato detenuto nella caserma salutano l’iniziativa con gioia e la sostengono apertamente parlando di una “Liberazione” non di una occupazione. Nel novembre scorso la caserma con i suoi giovani viene sgomberata, murata ritornando così al suo abbandono.
Michele continua a sostenere: “Prima o poi i torinesi se la riprenderanno”.