Notizie dalla campagna di Michele Curto

Il Sindaco nomina. Possiamo PARTECIPAR(T)E?!

Tra i temi che animeranno il dibattito politico nella nostra città nei prossimi giorni, emergerà l’importante argomento circa il futuro della gestione dei servizi pubblici locali. Il tema più propriamente legato alle modalità di affidamento e di gestione dei servizi alle società partecipate, materia complessa, che dovrà essere rivista alla luce dell’esito dei recenti referendum sui beni comuni, sarà accompagnato dalla questione delle nomine dei futuri membri dei Consigli di Amministrazione delle medesime società e fondazioni.

Pensiamo sia giunta l’occasione di rimettere mano, per quanto ci sarà possibile fare, ai criteri di selezione, che stanno alla base delle scelte delle persone chiamate a guidare i vertici di queste società, le quali hanno una capitale importanza nell’erogare quei beni e servizi necessari al soddisfacimento di bisogni primari della popolazione.

Il lavoro e soprattutto l’elaborazione dei tanti movimenti ed associazioni che hanno così fortemente contribuito al positivo esito dei referendum ci conducono ad affermare la necessità di considerare queste società come uno degli elementi essenziali per la buona gestione dei beni pubblici collettivi, che devono essere affrancati dal rischio, sempre presente, di privatizzazione.

Non possiamo quindi che avanzare delle proposte anche in merito ai criteri di selezione delle persone che saranno chiamate a ricoprire questi delicati ruoli: TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE, COMPETENZA, ACCESSIBILITA’ DELL’INFORMAZIONE, PARITETICA RAPPRESENTANZA DI GENERE ci sembrano essere le linee guida che devono ispirare il processo e le modalità di scelta.

Sono queste convinzioni che ci hanno spinto alla presentazione di una mozione in Consiglio Comunale, consci che questo rappresenta soltanto il primo atto per rendere concreto quel sentimento di cambiamento così presente oggi nel nostro paese e nella nostra città.

Così ne hanno parlato il 26 Giugno STAMPA e REPUBBLICA

Scarica il testo della mozione.

Noi Per Torino va avanti – sintesi assemblea 22 Giugno

Ieri sera si è riunito Noi per Torino, per aggiornarsi delle tre settimane passate.
Dopo un breve resoconto di Michele sull’insediamento in Consiglio Comunale, la discussione si è incentrata su come trasformare i tre “piatti che girano separatamente su aste diverse” (avete presente i circensi?! Parliamo di Consiglio Comunale, Noi per Torino e Sinistra Ecologia e Libertà) in un meccanismo ad ingranaggi oliati e ben coordinati che stantuffi in moto perpetuo e costruttivo idee, analisi e proposte. Su questo versante in particolare ci sono stati gli interventi di Monica Cerutti e Luca Robotti di Sel, che, descrivendo la situazione interna al partito e annunciando l’apertura prossima della fase congressuale, hanno invitato la rete di noi per Torino con i suoi singoli a partecipare, conoscere, mescolarsi in Sinistra Ecologia e Libertà.
I motori si sono poi scaldati quando si è cominciato a discutere di temi. In particolare: Tav, indagine Minotauro, processo Fiom-Fiat e partecipate.
A partire da questi temi, senza dimenticare quelli che abbiamo trattato durante la campagna elettorale, dobbiamo continuare quel lavoro di elaborazione collettiva e frizzante che ci ha permesso di eleggere Michele in Consiglio: per continuare a sentirci tutti responsabili e partecipare le sorti della nostra città e per mettere quanto più possibile in circolo, valorizzandole, le tante competenze ed esperienze che si sono espresse in questi mesi.
L’occasione si presenterà già dalla prossima settimana: lunedì 27 Giugno verranno consegnate ai consiglieri le linee programmatiche di governo della città per i prossimi 5 anni, che saranno poi discusse nelle settimane successive in Consiglio Comunale. Individuare 4-5 temi sui quali produrre proposte costruttive da esprimere nelle sedi adatte, sarà il nostro compito!
D’altronde… Dopo tutta la fatica che abbiamo fatto per eleggerlo… Vogliamo sprecare questa opportunità?!

State aggiornati che ne faremo delle belle!

Consiglio Comunale: sintesi primo – 15 Giugno 2011

L’inno nazionale di Mameli ed il giuramento sulla Costituzione Repubblicana i primi due atti simbolici dell’insediamento del nuovo Consiglio Comunale di Torino.
Questa volta il neo Sindaco Piero Fassino indossa la fascia tricolore nel verso giusto, ma solo perché aiutato dall’ex segretario dell’ex sindaco.
Non bene accolti sono stati gli strumenti di registrazione audio-video dei grillini 5 stelle, che hanno dovuto riporre in saccoccia la strumentazione digitale: valgono solo le riprese concordate nei regolamenti comunali, almeno per questa prima seduta.
La richiesta di sospensione dei lavori del Consiglio più veloce del west è stata quella richiesta da Andrea Tronzano, capogruppo del PDL, probabilmente indispettito dalla busta, targata SEL e Michele Curto, consegnata a tutti i consiglieri, e contenente gli atti pubblici dell’epica inchiesta MINOTAURO sulla corruzione piemontese e le infiltrazioni criminali nella politica, con annesso la copia dell’intervista a Enrico Berlinguer fatta da Eugenio Scalfari nel 1981 sulla questione morale.
Votato quasi bulgaramente il nuovo Presidente del Consiglio Comunale, il cattolicissimo, moderatissimo e compostissimo Giovanni Maria (amen, così sia) Ferraris.
Votati i due bianchi Vicepresidenti della Sala Rossa (si spera che non sia, la sala, l’ultima a rimanere rossa) il giovane pidiellino-neodemocristiano vicino a Comunione e Liberazione Silvio Magliano ed il meno giovane piddino-exdemocristiano Giulio Cesare Rattazzi.
E per finire, il Consiglio Comunale ha poi deliberato, su proposta della Giunta, i criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi, che prevedono, tra le altre cose, una diminuzione del budget per remunerare i cosiddetti staffisti degli assessori e del Sindaco.
E la prima è andata!

Per scaricare il contenuto della busta che Michele ha consegnato ai suoi colleghi cliccate sul documento richiesto:

Intervista a Berlinguer sulla questione morale

Relazione Commissione Parlamentare Antimafia

TAV – Che f.a.r.e?

Questa sera, giovedì 16 giugno 2011, alle ore 21:00, presso la sala Pasquale Cavaliere, in Via Palazzo di Città 14 in Torino, si terrà l’iniziativa pubblica dal titolo: “TAV, che F.A.R.E.?, l’opportunità del buco, fra opposizione popolare, legalità e possibili interessi criminali”.

Alla serata parteciperanno Francesco Forgione (ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia), Monica Frassoni (copresidente Verdi Europei), Livio Pepino (ex membro del Csm, direttore di Narcomafie), Vanda Bonardo (direttivo nazionale di Legambiente), Luca Giunti (movimento NoTav – cattolici della valle).

Questa iniziativa, promossa dai gruppi consiliari di Sinistra Ecologia Libertà, si inserisce in un momento nel quale sembra imminente una prima cantierizzazzione di una delle più contestate e controverse “grandi opere”, che vede ancora molto forte una opposizione popolare da parte dei cittadini della Valle di Susa, e credibili possibilità di infiltrazioni criminali nella gestione degli appalti milionari per la realizzazione dell’opera stessa.

Informazione e Trasparenza sull'Operazione Minotauro

Ecco le 2542 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Torino all’interno dell’indagine “Minotauro”, consegnate ieri da Michele Curto a tutti i consiglieri, nel corso del primo Consiglio Comunale.

Ci sono stati attimi di imbarazzo, perchè non siamo stati esattamente ligi alla prassi, che vuole che la corrispondenza per i Consiglieri passi dai Gruppi Consiliari… Ma l’opera di informazione e trasparenza su un tema cruciale come la relazione tra mafia e politica, è sufficientemente importante da far pesare più la sostanza della forma.

«E’ un modo per sensibilizzare tutti i miei colleghi su un tema che giudico cruciale. Queste inchieste hanno segnato una svolta storica, la politica non può arroccarsi su posizioni autoconservative».
Ha dichiarato Michele all’uscita del Consiglio. E noi speriamo che una riflessione seria, che metta al centro la famosa “questione morale” decantata da Berlinguer trenta anni fa, possa partire proprio dal neo-insediato Consiglio Comunale.

Diario di guerra e (forse) di pace

Non cambia sostanzialmente la situazione in Libia,malgrado altisonanti proclami Gheddafi è in forte difficoltà appare abbacchiato,ha la stessa faccia di Gasparri dopo i risultati di Milano. I suoi fidi, almeno quelli che possono, scappano a gambe levate. Purtroppo questo non ferma gli spari e le bombe cioè a dire i morti ed i feriti.
Non cambia, se non con un di più di protervia la situazione siriana e gli appelli alla ragionevolezza dell’occidente scivolano come acqua sui vetri. Assad è tetragono, o forse prigioniero del sistema creato da suo padre. Comunque anche ieri dopo la preghiera si è sparato e si sono contate le solite decine di morti sull’asfalto. Si preannunciano sanzioni ulteriori, ma con risultati assai scarsi, per non dire nulli.
Obama ha parlato di Medio Oriente, meno male, finalmente, schierando l’America a fianco di chi lotta per la democrazia, ma con alcune vistose dimenticanze.
Nell’elenco delle richieste ai dittatori di andarsene manca la famiglia regnante Saudita ed i loro sottopancia del Baharein. Che vorrà dire?
Ma le sue parole hanno creato molto malumore in Israele ed il premier Netanyahu se ne è molto risentito. Ha fatto male, non ha capito che il discorso di Obama e le sue proposte sono l’unico modo per non finire nel nodo scorsoio delle Nazioni Unite che si sta preparando il prossimo settembre all’ Assemblea Generale.
In quell’ Assemblea Abu Mazen chiederà il riconoscimento formale della Palestina ed otterrà la maggioranza dei voti probabilmente spaccando l’occidente compreso qualche grande paese europeo.
A quel punto l’ America di Obama si vedrà costretta ad opporre il veto, vanificando le aperture politiche verso il “nuovo”Medio Oriente. Un bel pasticcio.
La politica d’Israele nei confronti delle rivolte dei gelsomini è stata patetica nel suo assurdo conservatorismo. Meglio dittatori alla Mubarak o alla Assad, dei rischi di una democratizzazione che non si sa dove andrà a parare. Senza contare che Israele capitalizza,di fronte agli USA ed all’occidente in generale il fatto di essere l’unica democrazia dell’area (il che è assolutamente vero, sia pure con vistose manchevolezze, stranamente non rimarcate, quale il preponderante ruolo “politico” dell’esercito che in ogni sana democrazia riposa nelle caserme e se osa sporgere fuori il capino viene solennemente bastonato come merita). Se non fosse più solo il suo peso sarebbe, almeno da questo lato, fortemente ridimensionato.
Ora dire, come ha fatto Obama, che si deve discutere a partire dai confini del 1967 significa dire che ogni insediamento posteriore non può considerarsi acquisito. Ha anche aggiunto, essendo un realista, che si può discutere e trattare su “scambi”, ma il significato non muta di molto: sempre deve trattarsi di accordi e non di colpi di mano.
E’ una politica imposta dai mutamenti dell’area e dalla opportunità per l’America di riconquistare un qualche credito che Bush jr ha dilapidato con incosciente imbecillità.
Israele, il cui diritto alla esistenza deve essere assolutamente garantito, se ne faccia una ragione, smetta una politica di pura potenza, prenda atto dei cambiamenti e si avvii ad un negoziato serio per la creazione del famoso due popoli e due stati. Possibilmente in pace fra loro.
L’alternativa non è per lui favorevole,almeno sin che resta Obama, o l’irrilevanza emergente o nuove guerre in vista che, dopo l’ultima esperienza libanese, mettono i brividi ai suoi stessi cittadini.

PS qui sono ripresi gli sbarchi,con gran disdoro della Lega che la chiama invasione e teme ritorsioni ed attacchi politici. La risposta è molto più semplice. Ce la fornisce il sociologo Domenico De Masi con dati non smentibili :un abitante dell’Africa sub-Sahariana riceve un sussidio annuo di 8 $, una mucca da latte europea ne riceve uno da 913 $. Meditiamo.

L'esperienza continua!

Per ringraziare tutti gli elettori e i nostri sostenitori abbiamo deciso di fare un’ultima edizione del Domani.
Con questo giornale abbiamo voluto raccontarvi la campagna elettorale e dire la nostra sui risultati del voto.
Proprio perchè crediamo fortemente che sia necessario dare continuità alla nostra esperienza e proseguire a lavorare tutti insieme vi diamo appuntamento a Lunedì 23 all’Art in Town in via Berthollet 25/f dalle ore 21 in avanti per fare il punto tutti insieme su queste elezioni e decidere come andare avanti a lavorare.
Sarà anche il momento in cui trovarsi tutti quanti e festeggiare il risultato ottenuto.

Nel frattempo godetevi l’ultimo Domani!!! DOMANI4

2225 Grazie!!!

Grazie a tutti, 2225 grazie!
Michele è stato eletto, primo come numero di preferenze in SEL a Torino e in Italia.
Questo bellissimo risultato lo dobbiamo a tutti voi, a tutti i sostenitori, a tutti i volontari, a tutti i collaboratori che si sono impegnati nella notte, nei ritagli di tempo, prendendo ferie da lavoro, sacrificando i propri week end e mettendo a disposizione la propria professionalità e il proprio lavoro.
Grazie a tutti i cittadini che hanno deciso di riconoscersi nel progetto politico di Sinistra Ecologia e Libertà e nell’idea di candidati che decidono di mettere al servizio della città le proprie esperienze e competenze.
Ora non resta che continuare a lavorare, a parlare di temi e contenuti, a costruire dialogo e relazione e consolidare quei ponti tra la politica e la società civile che abbiamo cominciato a costruire.
Grazie di cuore a tutti voi.

15 – 16 Maggio vota SEL e scrivi Curto!!!

Siamo arrivati alla fine della campagna elettorale.

E’ stata intensa, è stata appassionante e crediamo di essere riusciti ad essere freschi, innovativi e sinceri.
Crediamo di essere riusciti ad affrontare e discutere tanti temi che interessano ai cittadini. Nonostante la maggior parte dei politici “di professione” ci avesse sconsigliato di investire tempo e risorse su questi argomenti perché “non portano voti” siamo stati tra i pochi ad organizzare serate di discussione tematiche sull’ambiente, sulla trasparenza, sul sociale, sull’Europa, sul lavoro, tutti ingredienti importanti per il futuro della nostra città.

Abbiamo inventato il Giornale e il Tg del “Domani” perché il futuro va immaginato e costruito.

Abbiamo supportato le candidature di tante ragazze e ragazzi sui territori delle circoscrizioni. Persone vere che daranno ai loro quartieri competenza e passione.
Questo perché crediamo in un’altra politica, quella in cui sono le idee a fare la differenza.

C’è un Italia migliore:
Domenica e lunedì vai a votare con passione, convinzione ed entusiasmo Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola e scrivi CURTO sulla scheda azzurra per il consiglio comunale.

Il TG di Domani!!

Finalmente è arrivato. Non è un sogno. E’ il Tg di Domani!



Dopo 3 edizioni del giornale di Domani abbiamo deciso di regalarci e regalarvi anche un TG di domani.
Abbiamo chiesto ad alcuni amici di giocare con noi, di giocare ad immaginarsi protagonisti di un cambiamento che vogliamo.
Nello perfetto stile di Domani non pura fantasia fine a se stessa ma solide idee presentate come future realtà!!!!



Un ringraziamento speciale va a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione del TG, in particolare, Alfonso, Valentina e Stefano.