In questi anni chiunque mi abbia cercato mi ha trovato al suo fianco, mentre altrove la sinistra ha perso il suo ruolo e il suo compito, noi con semplicità la abbiamo praticata: a fianco di chi fa più fatica, di chi lavora, di chi è solo.
Sono orgoglioso che nella crisi di questi anni, che colpisce anche la nostra Torino abbiamo rappresentato chi non ha volto per nessuno: senza dimora, clandestini, poveri.
Abbiamo cercato di tenere aperta una prospettiva, non ci siamo rassegnati alla lotta di tutti contro tutti.
Seppure con forze risicate, con una rappresentanza di 2 soli consiglieri su 40 abbiamo sempre lottato a viso aperto, ridato senso ad un consiglio comunale che si vorrebbe svuotato di ruolo: promuovendo più delibere, mozioni, interrogazioni di chiunque altro.
Lo abbiamo fatto insieme a tanti di voi, senza mai rinunciare a cucire la lacerazione fra la rappresentanza e i cittadini.
Abbiamo ottenuto risultati che sembravano impossibili come aver impedito la privatizzazione del trasporto pubblico e la vendita della GTT, a volte invece abbiamo perso come nell’esternalizzazione dei 9 asili nido, ma mai senza lottare.
Per questo oggi, posso dire con serenità che è giusto voltare pagina, che a Torino serve un nuovo sindaco, che Piero Fassino più che una soluzione è stato parte del problema. Perchè ha continuato a negare l’evidenza quella di una Torino che fà fatica, dove chi ha potere, a partire da lui dovrebbe mettersi in discussione.
Così come Renzi, è comunicazione ed illusione, non certo la realtà di cui avremmo tutti bisogno.
Per questo scegliamo un sindaco fermo con i forti e in grado di difendere i più fragili, unendo la città: Giorgio Airaudo.
Per noi non basta più esserci, adesso vogliamo contare, e per farlo abbiamo bisogno di conquistare altri rapporti di forza.
Per anni ho sostenuto che la sinistra dovesse essere autonoma dal Partito Democratico e finalmente in molti si sono convinti di questo.
Per anni abbiamo difeso l’idea che la sinistra è pratica sociale, non solo salotti e discussioni, ma fatica, partecipazione e condivisione: Torino in Comune è un enorme passo in avanti.
Per tutti quelli che mi hanno conosciuto e hanno apprezzato la mia azione in questi 5 anni vi chiedo di sostenermi, di permettermi di nuovo di rappresentarvi nel Consiglio Comunale di Torino, lo farò ancora con la schiena dritta e con la porta per tutti sempre aperta.
Per chi non mi ha conosciuto, per chi non ha ancora visto di cosa siamo capaci, vi chiedo di darci fiducia, cosa rara e di valore, di fare lo sforzo di “grattare” la realtà, di scegliere di non accontentarvi rassegnandovi al meno peggio, di dare a tutti noi una opportunità.
Sapremo ripagarla.

Siamo stanchi di una Torino patria di pochi, esclusiva di chi sa’ con chi parlare, governata da 100 persone, sempre quelle, a cui ne succedono altre per diritto dinastico.
Pensiamo vada GIRATA la CITTÀ’, solo così Torino sarà GRANDE per TUTTI.